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( Recensione di Marcello pubblicata il 16/05/2013 )

"Birdless Heavens"

Gruppo
Oprich

Titolo
Birdless Heavens

Tracce
1 - Valedictory Hymn
2 - The First Wintry Touches
3 - This Light and Joyous Death
4 - Beldam-Snowstorm
5 - The Sit'-River
6 - The Prophetic
7 - Soon, Very Soon!

Anno
2013

Etichetta
Casus Belli Musica

Genere
Pagan

Provenienza
Russia

Line-Up
Pan - Vocal, Flute
Jaromir - Guitar, Vocal
Kolyado - Guitar
Peresvet - Bass
Michail Romanov - Folk Instruments
Vladimir - Drums
Pustosvyat - Music, Arrangements

Contatti
Sito Ufficiale

Secondo full-length per i russi Oprich. "Birdless Heavens" è il titolo di questo lavoro, e contiene 7 brani le cui liriche hanno come denominatore comune immagini di uccelli, ma non tanto quelli primaverili che portano gioia, bensì quelli morti del freddo inverno, presi come allegoria della nera ombra della miseria. È quindi chiaro che le atmosfere presentate saranno abbastanza cupe e melanconiche.

Un sample ambientale apre "Valedictory Hymn". La traccia (così come le successive) propone un pagan metal malinconico, che rispecchia molto bene le fredde lande russe da cui i Nostri provengono. Le ritmiche sono contenute, spesso cadenzate, e forte è la presenza di strumenti della cultura folkloristica russa. Il brano si ferma a metà minutaggio, riproponendo il sample ambientale, per poi riprendere malinconico e marziale. I testi sono in russo, e molto particolare si presenta il cantato, impostato e grave, molto marcato, a tratti più recitato che cantato.
Toccante e triste la successiva "The First Wintry Touches". L'apertura acustica e il successivo ingresso delle distorsioni creano una atmosfera drammatica, con un incedere cadenzato in cui si percepisce tutto il peso dell'angoscia e delle difficoltà. La voce è molto più cupa, ma l'impostazione è sempre solenne. Il flauto è sempre ben inserito, dando quel tocco in più di malinconia.
Con le successive due tracce, "This Light and Joyous Death" e "Beldam-Snowstorm", gli Oprich dimostrano di saper premere anche sull'acceleratore e sul riffing più aggressivo, curando sempre le cesellature con i suoni affascinanti della propria cultura musicale. Alla voce pulita e maestosa si affiancano in tal caso anche linee più rabbiose, fino a un growl bello cavernoso. È un bel mix di potenza e brutalità quella messa in campo in questa parte centrale.
"The Sit'-River" riprende la cadenzata marcia, con un incedere quasi doom.
"The Prophetic" è aperta da un altro intro ambientale, mentre in sottofondo una voce profonda narra la sua storia, dopodiché la traccia procede come sentito finora.
"Soon, Very Soon!" accelera nuovamente i ritmi, facendosi incalzante e movimentata.

"Birdless Heavens" è un buon album di pagan metal, con una componente folkloristica davvero corposa e piacevole. In futuro gli Oprich potrebbero provare a spingere un po' più sul pedale e proporre un sound maggiormente aggressivo, perché quando l'hanno fatto in quest'album hanno dato vita a brani davvero accattivanti.

Marcello



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