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( Recensione di Marcello pubblicata il 23/12/2012 )

"Hystero Demonopathy"

Gruppo
Antonius Rex

Titolo
Hystero Demonopathy

Tracce
1 - Hystero Demonopathy
2 - Suicide Goth
3 - Are Mine
4 - Disincantation
5 - Demonic Hysteria
6 - The Devils Nightmare (antica tribalità)
7 - Witches
8 - The Fatal Letter
9 - Possaction (Integral Document)
video REXAMPLE pt.1 (vocals soloist & riffs 1969-1974)

Anno
2012

Etichetta
Black Widow Records

Genere
Progressive, Dark

Provenienza
Italia

Line-Up
Antonio Bartoccetti - Guitars, Vocals, Bass
Rexanthony - Vocals, Keyboards, Synthesizers, Piano, Digital Drum, Digital Orchestra
Monika Tasnad - Medium

Special Guest
Florian Gorman - Acoustic Drums (Gretch)
Vocal guests: Laura Haslam
Vocal guests: Vladimir Leonard
Vocal guests: Svetlana Serduchka

Contatti
Sito Ufficiale

Il gruppo Antonius Rex, attivo dal 1974 dopo il congelamento del progetto Jacula, arriva alla pubblicazione del nuovo, scioccante album. Stavolta il Maestro Antonio Bartoccetti è affiancato dal figlio Rexanthony, duo che però ha già visto una proficua collaborazione per l'uscita di "Pre Viam", album del 2011 che ha segnato la ripresa del già citato progetto Jacula.
Eccoci quindi ad ascoltare "Hystero Demonopathy", album composto da nove tracce che si muovono sul "concept" delle possessioni demoniache, malattie mentali per alcuni, vere e proprie opere del Maligno per altri. Musicalmente parlando ci troviamo di fronte a un mix di molteplici generi, dal gothic al classic, dal dark al doom, tra metal e progressive rock... non ci resta che cominciare il cammino!

Si comincia con la titletrack "Hystero Demonopathy", con un potente intro pulsante che lascia spazio all'ingresso dell'organo, in inquietante contrasto con effetti di natura elettronica. Cominciano sussurri abominevoli, sospiri e pianti femminili, la chitarra inizia a ruggire di una distorsione cupa, poi il tutto esplode in una orchestrazione epica e oscura, come se si fossero spalancate le porte di un mondo ignoto e ne soffiasse fuori un vento ammaliante, tentatore, pronto ad attirarci anziché respingerci... ormai ci siete dentro cari lettori... SIAMO dentro al nuovo incubo partorito dal Maestro Antonio Bartoccetti!
Le note cupe e malinconiche del piano aprono "Suicide Goth", scivolando in un calare macabro di tonalità, finché non vengono improvvisamente sostituite dal tagliente arpeggio dell'acustica che segue lo stesso angosciante e lento vortice, il tutto sul sottofondo delle tastiere. Ma tra il crescendo di melanconia e drammaticità si insinuerà a più riprese una voce demoniaca femminile per sibilare il suo odio, fino al tribaleggiante e claustrofobico finale, dove il duro timbro del pianoforte, batteria e una strisciante tastiera segneranno la fine.
"Are Mine", che ci culla con le sue sinuose atmosfere oscure date dall'iniziale arpeggio acustico, che si fonderà poco dopo con il vigore maestoso dell'organo, sarà invece una delle tracce più ossessive dell'intero album. La "pace" sarà presto interrotta da un riffing distortissimo e martellante, che cavalcherà incuneandosi nelle nostre menti, agevolato dagli inserti di piano, tanto dolci e belli quanto inquieti e subdoli. Ricomincia il ciclo, ma stavolta le urla dell'ignoto orrore della possessione echeggiano su quanto già descritto all'inizio, con l'ulteriore aggiunta di un lungo e lacerante assolo, che ci accompagnerà all'ineluttabile e angosciante fine.
"Disincantation" si apre con il narrato di Antonio, per poi liberare un assolo acustico, quasi blueseggiante, che scivola melodioso e affascinante (ma sempre con quel senso di ansia palpabile) sulle tastiere.
"Demonic Hysteria", uno dei brani più diabolici del lotto, si apre con un drammatico tentativo di esorcismo, tra le urla di sofferenza della vittima posseduta e i perentori comandi del Ministro di Dio di turno. Le atmosfere sono sapientemente tenute in tensione da striscianti sonorità del synth, suoni ambientali di sottofondo, cupi accordi e note blasfeme del piano, poi... chitarra ed elettronica si amalgamano in un distortissimo incedere marziale, per cedere infine il passo a un severo organo e, a seguire, a un affilato assolo di chitarra.
"Antica Tribalità", questo è ciò che richiamo ascoltando "The Devils Nightmare". La traccia è decisamente suggestiva, caratterizzata da forti elementi elettronico/orchestrali che rendono il sound potente, affascinante, coinvolgente e maligno. Figlio prima, e padre dopo, danno vita a letali assoli sullo strumento di loro dominio.
Con decisione Bartoccetti pizzica le corde della sua chitarra acustica dando il via a "Witches". Il brano è una lenta marcia d'agonia; alla chitarra si affiancano le note meste e ossessive di un organo e un malinconico synth, tra rumori ambientali, sospiri, voci distorte e ridondanti.
"The Fatal Letter" si apre con una sorta di "prolessi", ossia la voce narrante di Antonio ci anticipa quella che sarà la fine di questa tragica storia, per poi iniziarne il racconto sulle note fortemente malinconiche delle tastiere, puntellate da sospiri rassegnati e afflitti. La seconda parte della traccia è musicalmente più sostenuta, aperta da un frenetico assolo di chitarra e caratterizzata da una pulsante componente elettronica. Synth e piano tessono le oscure e drammatiche melodie, un bellissimo assolo delle stesse tastiere ci abbraccia nella sua disperata melanconia, per poi placarsi e riprendere, fino al finale, il tema della prima parte.
"Possaction" è costruita attorno all'audio originale che documenta la, presunta, possessione demoniaca di una ragazza. Questo brano era presente anche in "Pre Viam", album che ha segnato, l'anno scorso, il ritorno del progetto Jacula dello stesso Antonio.

Un album assolutamente consigliato a tutti (tranne che ai deboli di cuore, sia chiaro!), un nuovo grande lavoro di un Maestro dell'esoterismo musicale. Da paura!

Marcello



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