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( Recensione di Anthony pubblicata il 06/06/2016 )

"Criminal Crime Time"

Gruppo
Criminal Element

Titolo
Criminal Crime Time

Tracce
1 - Gang Related
2 - Criminal Crime Time
3 - Dissociative
4 - Rampage
5 - Jails, Institutions & Death
6 - Falling Down
7 - Justice Denied
8 - "The Bitch Set Me Up"

Anno
2015

Etichetta
Metal Age Productions

Genere
Death, Grindcore

Provenienza
U.S.A.

Line-Up
Vince Matthews - Vocals
Maliq Emanuel - Guitar
Terrance Hobbs - Guitar
Derek Boyer - Bass

Contatti
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I Criminal Element sono una band death-grindcore statunitense, attiva dal 2006, con alle spalle sette lavori in studio. La loro ultima creazione è questo "Criminal Crime Time", che ho tra le mani.

Il tempo di premere play, e vengo travolto dalla potenza di "Gang Related": di grindcore qui ne sono pieni i tempi del guitar working, ben assimilato e amalgamato con una batteria assolutamente metal, precisa e potente, con piccoli sprazzi di "calma", nei momenti in cui mi godo un raid "scampanellare", prima di un ottimo assolo che mi entusiasma, così come la cattiveria violenta di "Criminal Crime Time"!
I campionamenti di "Dissociative" di mansoniana memoria aprono la terza traccia. La voce non si propone in growl, ma è un grido mangia-sillabe, tipico dell'hardcore. Nonostante la velocità sia alta, essa resta su tempi sostenibili, e questo mi dà la possibilità di godermi appieno gli splendidi blast beat meccanici e chirurgici. Una produzione eccellente che non mi sarei aspettato di trovare in un gruppo del genere,
e con mia sorpresa le vocals iniziano a growllare sempre di più attraverso "Rampage", fino a raggiungere il pig squeal di "Jails, Institutions & Death", dove le chitarre dimostrano una elevata tecnica e si vede la linfa vitale della band, che non si limita ad aggiungere potenza ed estremizzazioni per mascherare una povertà compositiva.
In realtà qui si sente l'esperienza, la carica che è intrinseca nella band e la loro attitudine alla ribellione. C'è rabbia, potenza sonora, capacità compositive e tecniche! Un ottimo affresco di quello che può essere il metal estremo, senza ghirigori pomposi o ulteriori estremizzazioni, assolutamente stucchevoli.
Nonostante la proposta degli Americani sia estremamente violenta e confusionaria, trova spazio anche la melodia, come ci dimostra "Falling Down", che non rinuncia alla violenza sonora né scende a compromessi limitando la carica emotiva creatasi con i pezzi precedenti, anzi, questa numero sei è un ottimo trampolino di tensione crescente. E la settima "Justice Denied" apre con il suo "obbligato" melodico, che lascia immediatamente spazio alla carica e alla potenza in "up" del combo di Long Island. Qui si viaggia su alti livelli di death metal, con tocchi di thrash, che donano dinamismo, ed è impossibile non agitare le ginocchia, cercando di imitare i colpi dietro le pelli.
"The Bitch Set Me Up" è l'ultima sfuriata, dove è il basso a farci notare la sua bravura. Il tempo aumenta e la carica è nel suo apice. Tra armonici, palm mute e scale in pieno metal, mi gusto l'assolo finale, consigliandovi assolutamente questo album, anche se non amate il grind.

VOTO
8/10

Anthony



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