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( Recensione di Rossana pubblicata il 06/03/2014 )

"Arcanum Gloriae"

Gruppo
Astral Domine

Titolo
Arcanum Gloriae

Tracce
1 - Arcanum Gloriae (Intro)
2 - Holy Knights
3 - King of North
4 - Moonlight
5 - Tale of the Elves and Pain
6 - Where Heroes Die
7 - I Am the King
8 - My Lord
9 - Welcome to My Reign
10 - Falsi Dei

Anno
2014

Etichetta
Bakerteam Records

Genere
Epic, Power, Progressive, Symphonic, Neoclassical

Provenienza
Italia

Line-Up
Marco Scorletti - Lead Vocals
Luca Gagnoni - Lead Guitar
Francesco Delogu - Rhythm Guitar
Yeshan Gunawardana - Keyboards
Mirko Margiotti - Bass
Davide Di Patrizio - Drums

Contatti
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Eccoci all’album d'esordio degli Astral Domine... e che esordio!
Per prima cosa, agli appassionati (e nostalgici) dei Rhapsody of Fire prima maniera, bisogna dire da subito che abbiamo qui la guest star Fabio Lione, e che gli Astral seguono decisamente bene il filone lanciato da Staropoli-Turilli.

La voce di Marco Scorletti è assolutamente da brividi tanto è simile a quella di Lione, e il duetto “Where Heroes Die” ne è la prova: Fabio e Marco insieme! Una prelibatezza acustica per gli appassionati del genere. Una lunga delizia di sfumature delicatissime... arrangiamento assolutamente buono, molto in linea con tutto l’album: atmosfere epiche da battaglia e paesaggi da avventura segnati da un ritmo decisamente degno del genere scelto.
Nel caso non vi fosse bastata la presenza di Lione, nella conclusiva traccia “Falsi Dei”, in italiano, abbiamo anche la partecipazione del cantante di Rosae Crucis, Giuseppe Cialone.
L’album è mixato da Andrea De Paoli (Labyrinth, Vision Divine) e introdotto da una copertina chiaramente ispirata, come tutto il disco, a "Il Trono di Spade".

Iniziando da "Holy Knights", la canzone è semplice, lineare ma nel contempo epicissima, con immagini evocative di gran classe. Arrangiamenti decisamente classici per gli amanti del genere prog epic: un ottimo intro come preparazione alle orecchie di chi sta ascoltando l’album.
Atmosfera fantastica, ottime performances tra assoli e ritornelli orecchiabilissimi già dal primo ascolto.
Proseguendo troviamo la ballad, totalmente d’effetto, “Moonlight”, per poi risalire con “Tales of the Elves and Pain", otto minuti di superba epicità dai cori di stampo lirico, un'aggiunta di pathos a un pezzo già bello di suo che, nell’insieme, si presenta a mio avviso come il fiore all’occhiello dell’album.
E per chi cerca la traccia un po’ differente, “Welcome to My Reign”: breve, aggressiva, con presenza di growl.

A mio avviso, da appassionata dei Rhapsody, un album d'esordio che è un capolavoro... ma questo mio parere può non essere condivisibile da chi cerca “qualcosa di nuovo”.
Intanto vi consiglio necessariamente di sentirlo, non va sottovalutato.
Astral Domine, bravi non solo per le idee ma anche dal punto di vista tecnico strumentale; inoltre non credo sia facile seguire un filone musicale senza diventarne una scimmiottatura, e voi in questo siete stati grandiosi, senza cadere nel ridicolo della pallida copia... continuate così!

Rossana



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