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(Recensione di Marcello)

"Shades and Lights"

Gruppo
Nefesh

Titolo
Shades and Lights

Tracce
1 - Intro
2 - Delirium of War
3 - Tifonomachia
4 - Preludio Every Time
5 - Every Time
6 - Souther
7 - Tears
8 - Preludio Hug Me
9 - Hug Me
10 - I Can't Fly
11 - Surexi
12 - Shades and Lights
13 - Outro

Anno
2011

Etichetta
Autoprodotto

Provenienza
Marche


Line-Up
Luca Lampis: Chitarre e testi
Andrea Rossi: Basso
Michele Baldi: Batteria
Paolo Tittarelli: Voce
Stefano Carloni: Tastiere

Dalla provincia di Ancona, i Nefesh ci presentano il loro primo full-length, uscito il 9 settembre 2011 e contenente 13 tracce: "Shades and Lights".

Il soffio del vento e tristi accordi di piano danno forma a "Intro", questa è la forma in cui si presenta l'immaginario narratore, che si appresta a raccontare le sue storie (maledette direi, basandomi sui testi) a chi vorrà ascoltare...
In "Delirium of War" prevale una forte inquietudine, una bilancia che pende alternativamente tra luce e buio. Ricercate le orchestrazioni, affilati i riff di chitarra, e il testo alterna parti in inglese ad altre in italiano. Si affaccia per circa un minuto una momentanea atmosfera di apparente calma, che mantiene comunque in sottofondo una certa ansietà, e difatti esplodono subito dopo con maggiore intensità le sonorità iniziali. Il finale acquista un sound rallentato e triste, e faccio i miei complimenti a Luca per come ha saputo rendere il suono della sua chitarra quasi un pianto disperato.
Rabbia e distruzione sprigiona il sound di "Tifonomachia". Le rasoiate corposissime di chitarra, il martellare del basso di Andrea e della batteria di Michele, la potenza evocativa delle tastiere di Stefano e la linea vocale aggressiva e rabbiosa di Paolo danno voce a questa storia di pura furia distruttiva. Bellissimo assolo.
"Preludio Every Time" è un malinconico preludio di piano alla prossima traccia.
"Every Time" è adrenalinica, ed esplode di tormentato desiderio e passione. Molto bella, ottimamente strutturata, e presenta una lunghissima e struggente parte solista di chitarra. Questi ragazzi possiedono una tecnica di altissimo livello.
E con "Souther" mi si tocca un mito, la sacra scuola di Nanto! Ambizione, sete di potere, desiderio di conquistare il Mondo e diventarne l'incontrastato Imperatore, ecco cosa riescono a rendere i Nefesh con questa potentissima traccia dedicata a Souther (o magari lo conoscete meglio con il nome di Sauzer), l'allievo di Ogai. La traccia, a mio parere, potrebbe essere tranquillamente usata come colonna sonora di un qualche film della serie di Ken il Guerriero!
Continuiamo il viaggio nell'interiorità umana, dove questo misterioso narratore ci sta conducendo con le sue storie. "Tears" ha il testo metà in inglese e metà in italiano. La traccia è molto mutevole, abbiamo una struggente prima parte suonata al piano dove Paolo mette in campo un cantato pulito e sofferto. In breve prendono il sopravvento le ritmiche agili e taglienti della chitarra, si mantiene alto il pathos, ma la linea vocale acquista sfumature più incattivite. Sempre improvvisamente si ripresenta la dolce melodia del piano, affiancato dalla chitarra acustica pizzicata magistralmente da Luca.
Altro preludio, "Preludio Hug Me", di chitarra acustica, in stile flamenco, che ci porta a...
"Hug Me" è un'altra traccia molto potente, dai suoni pieni, dai numerosi cambi di tempo e con diversi passaggi di stato d'animo.
Ottimamente costruita è anche "I Can't Fly", traccia che contiene in sé malinconia e voglia di riscatto, di ricominciare, di avere un'altra chance. Riffing serrati e graffianti si alternano a parti puramente sinfoniche, impreziosite da delicati assoli.
Oltre gli 11 minuti per l'angosciante e mutevole "Surexi". Da un inizio inquietante e sussurrato, alla frenesia creata dalle armonizzazioni dinamiche di chitarra, passando per sonorità mediorientaleggianti, fino alla sezione finale che emana un'atmosfera da "calma prima dell'apocalisse".
Meno di 2 minuti invece per la titletrack "Shades and Lights", dolce e malinconico brano dal testo in italiano a dispetto del titolo.
"Outro" si riaggancia all' "Intro", sulle note di piano il soffio del vento si allontana... il misterioso narratore va in cerca del suo prossimo pubblico.

Un ottimo album, quasi un maniacale lavoro di fusione tra testi-musica, così da rendere le emozioni provate e descritte con le parole anche attraverso le note dei 4 strumenti. Date assolutamente un ascolto e supportate.

Marcello


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